Le rime LXXI

Lo sottil ladro che ne gli occhi porti

Vien dritto a l'uom per mezzo de la faccia,

E prima invola il cor ch'altri lo saccia,

Passando a lui per li sentier' più accorti.

Tu ch'a far questo l'aiuti e conforti,

Però che sospirando si disfaccia,

Fuggendo mostri poi che ti dispiaccia,

Sì che 'n tal guisa n'ha' già quasi morti.

Li spiriti dolenti disvïati,

Che n'escon de lo cor, che trovan meno,

Non domandan se non che tu mi guati.

Ma tu se' micidiale, e hai sì pieno

L'animo tuo di pensier' si spietati

Ched ognun par che sia crudel veleno.

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