Le rime LXXVIII

"Non piango tanto il non poter vedere

Quella che di mia vita era nutrice,

Quanto per tema non sia sdegnatrice

Di mia dimora, ch'è contra volere,

pensando che ciascun om de' savere

Che mal pittura sta senza vernice,

Ché no ha stabilità": così mi dice

Lo cor c'ha perso lo su' bel piacere.

Sì che 'n questo pensando si conduce

La vita a morte, e spesso la richiama

Dicendo: "Sola tu sei la mia luce".

Sentendo ciò, quello spirito ch'ama

Vien con conforto e dice: "Sempre duce

Fia del tu' amor quella che 'l tu' cor brama".

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